Kalaris’s Blog

Avremmo perduto la memoria stessa insieme alla lingua, se il dimenticare fosse in nostro potere come il tacere. Tacito

Archivio per I Pensieri di Claudia

Regali..

E’ trascorso qualche giorno. Da quando avrei dovuto scrivere. Eppure nella mente avevo perfettamente disegnato ciò che avrei detto. Ma i pensieri hanno il grande difetto di volare via se non li si stringe a qualcosa. E io sono solita legarli alla carta. Sono arrivati pure i 29. Ho di me il ricordo di una bambina seduta in macchina. I miei, nei posti anteriori e io che fantasticavo di quando nel 2000 avrei avuto 21 anni. E mi facevo, nella mente di bambina una adulta rifinita. Che possedeva ciò che desiderava e che era in pieno possesso della propria vita. In verità li sto ancora aspettando quei Ventun’anni. Ma non ditelo a quella bambina.

No che non me li sento addosso tutti questi anni. Credo d’aver interrotto il mio processo di crescita intorno ai Ventiquattro anni. Allora ero quella che sono adesso. E ogni anno che mi si stende addosso è un velo di felicità in più, un velo di stanchezza che si somma agli altri, un velo di speranza che svolazza battuto dallo scirocco di casa mia. E’ caldo questo vento, ed è il solo che può trasportare il profumo di un sogno, la forma di un desiderio.

Non amo quel giorno. E non perché un anno di più ti si appiccia in dosso. No. Semplicemente la risposta la potrei trovare nel fatto che non ho mai amato essere protagonista e in quel giorno, volenti o nolenti lo si è. E tutti ti guardano come se s’attendessero qualcosa, si ma cosa? E io regalo un sorriso ed uno scherzo. Forse è questo proprio che desiderano. A me è stato donato l’ennesimo incontro con l’editore. La data della presentazione è stata fissata. Il luogo e l’ora non sono più un segreto. Dovrò far una stima dei presenti che occuperanno la sala, tenermi pronta per qualche intervista, rendermi disponibile per qualche manifestazione. Ricordarmi che avrò un piccolo spazio in una loro radio e certo, di che ti sorprendi Claudia? Pure in una loro piccola tv privata. Sarà terrificante. Sarà bellissimo. La mia unica paura. Che passi, e che lo faccia troppo rapidamente. Mi riempirò gli occhi del momento. Il cuore delle sensazioni e la mente delle immagini. E questo che si fa quando si vuole trattenere il profumo di un attimo.

In quella sera stessa mi hanno pubblicato il primo articolo che ora ingrassa una piccola rivista on line, come se si sapesse che in quel giorno Claudia avrebbe dovuto ricevere qualche regalo. Curiosateci. In quell’articolo c’è una parte di me. Esiste una parte di voi. Il gioco sta tutto nel ritrovarla.

Ho la mia Moleskine. L’agenda che fu di Hemingway, l’agenda che fu di Picasso. Un po’ una consacrazione. E quando gli altri mi vedono cosi eccitata per una agenda tutta nera, semplice, simile a tante altre io sorrido, perché non è da tutti riuscire ancora a gioire per le cose semplici che si ricevono. E’ questo il segreto. Non dar per scontato mai.. niente.

Ho perduto pure qualcosa quel giorno. Ma era un’illusione. La più bella che abbia mai avuta. Un arrivederci, che ho sussurrato perché avevo fin troppo timore di sentire la mia voce. Starà li. A sonnecchiare fra le mie braccia. Perché capita delle volte, che certe illusioni ti si aggrappino al cuore e per quanto tu faccia per strapparle via.. Ti staranno sempre appresso. Buona notte..

Claudia

 

http://www.mediterraneaonline.eu/it/08/view.asp?id=370

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A notte fonda..

A notte fonda si pensa meglio. Non ve lo avevano mai detto? 

Peccato che poi, a mattina piena si vada in giro con delle occhiaie che ci fanno pensare che il fondotinta pagato sempre troppo, non serva a niente.

A notte fonda penso meglio da che io mi ricordo … d’aver pensato.

Sono giorni frenetici. Faccio tanto, faccio tutto quello che ho sempre desiderato di fare. Faccio e ho una tremenda paura che il tempo non sia mai abbastanza. E mi accompagna quella strana consapevolezza che ognuno si porta dietro, che ci sussurra ogni giorno, silenziosamente, senza parole, che il nostro tempo è sabbia, e la nostra vita è la clessidra entro la quale scorre. 

Quando ripenserò a questi giorni, magari con desiderio e nostalgia, ricorderò di quel vago sentore di disordine mentale che firma ogni ora delle mie giornate. E non ha importanza quante agendine io possa avere, e non fanno la differenza tutti i post-it che io possa appicciare ovunque.. questo fare, e fare tanto fa si che la mia mente si confonda, genialmente, al caos, fondendosi in un amalgama di tutto e di niente.

E stranamente l’immagine che mi frulla nella testa è quella di me, seduta difronte alla piccola e borghese vetrata che sta in salone da che esiste, difronte a quel portatile accomodato sul tavolo di legno invecchiato con me. Mi vedete? Il portatile è nero. Sulla porta usb ho collegato una lucetta che illumina a giorno la stanza. Mi vedete meglio? Ecco. Levo gli occhiali. Li poso sulla tastiera. Mi massaggio gli occhi. Perchè a fine giornata fanno male. Lo sapete no? E’ quell’immagine che mi frulla per la mente, di me, che mi rende felice. Perchè a fine giornata sono stanca, e ho la sensazione di non aver fatto tutto quello che avrei dovuto. Eppure ho fatto.. ciò che amo fare. Confodermi con la carta. Essere foglio bianco. Essere inchiostro. Essere parola.

Essere, e continuare a farlo, pur quando sarà terminata la sabbia, o il vetro della clessidra si sarà rotto. Perchè forse, ancora allora, un foglio parlerà di me, e una parola profumerà d’una mia speranza.

A notte fonda si pensa meglio.. e dopo aver pensato a lungo, si sogna fino a tarda mattina.

Claudia Zedda 

La bozza

E’ un sogno, e come tutti i sogni non si dovrebbe realizzare, lo so. Eppure prende sempre più consistenza. Si fa sempre più vero. E’ da settembre che ha preso forma, e ora è assolutamente concreto. Quasi lo posso toccare. No, l’ho toccato. Ho restitiuto la bozza tre giorni fa. La correzione è stata ardua eppure pare che il lavoro che è venuto fuori sia gradevole. Lo sapremo solo per natale quando mi pubblicheranno il primo libro. Forse è una cosa da nulla, e forse è una cosa che non mi porterà a nulla. Ma se mai avete avuto un sogno irrealizzabile, che si è fatto cosa vera, bhe allora mi potrete comprendere.

Venerdì scorso, quando ho riportato il lavoro corretto all’editore mi è tornato alla mente il momento preciso in cui ho desiderato, per la prima volta, d’essere scrittrice. Si dice cosi di chi pubblica libri no? Anche uno solo? Bhe guardavo Piccole Donne. Non fate gli occhi in bianco, non si cresce e si diventa donne impunemente. Senza aver mai visto film tipo Piccole Donne, o Via col Vento, Love Story. E vi dirò di più. E’ d’obbligo che si guardino piu di una volta. In ogni caso.. Quanti anni avrò avuto.. Sei, sette magari? Joe portava il suo manoscritto all’editore. Lo teneva stretto al seno quel mazzo di fogli chiuso da un laccio di raffia. E aveva l’occhio di chi portava carico prezioso. Immagino d’aver avuto io pure lo stesso occhio, in quel breve tratto che separava la macchina dal citofono.

Intanto mantengo i piendi ben fissi al terreno. Mi dicono grandi cose di questa pubblicazione. Me è sempre meglio sorprendersi quando le cose accadono, piuttosto che rattristarsi perchè ci si attendeva qualcosa che non è venuto.

Claudia